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La ristrutturazione dei crediti nelle situazioni di crisi imprenditoriali

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Il 15 agosto 2020 entrerà in vigore la nuova disciplina della crisi d’impresa. Il nostro studio legale associato ha colto l’occasione per invitare due eminenti esperti della disciplina al Parkhotel Laurin al fine di uno scambio di vedute sulle rispettive esperienze in Italia e in Austria.

Da un lato, l’Italia è in attesa dell’entrata in vigore della nuova disciplina di cui al D.Lgs n. 14/2019 (Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza), dall’altro gli operatori austriaci si aspettano dal nuovo governo il recepimento della direttiva UE 2019/1023 in materia di misure di ristrutturazione preventiva.

Il Prof. Avv. Leonardo Di Brina, ordinario di diritto commerciale all’Università La Sapienza di Roma e il Prof. Avv. Franz Pegger, docente all’Università di Innsbruck, hanno presentato ieri la teoria e la prassi dei sistemi di prevenzione e di gestione delle crisi ’impresa nei rispettivi ordinamenti. La filosofia è la medesima: si cerca di favorire la continuazione dell’attività aziendale rispetto alla sua “distruzione” e liquidazione. “Infatti, il termine ‘fallimento’ e le sue declinazioni come ‘fallito’, ‘fallimentare’, ecc. non appaiono nel nuovo testo normativo”, spiega il Prof. Di Brina. I sintomi della crisi dovranno, in futuro, essere riconosciuti tempestivamente sia dagli organi societari, sia da creditori qualificati quali ad esempio l’Agenzia delle Entrate e tradotti in soluzioni che garantiscano la salvaguardia del valore aziendale. Durante il dibattito con i partecipanti, tuttavia, sono emersi dubbi circa l’attuazione pratica di alcuni aspetti del nuovo impianto normativo.

In Austria, il concordato stragiudiziale non è disciplinato da alcuna legge ad hoc ed è invece regolamentato sulla base dei principi fondamentali del codice civile (ABGB) elaborati nello specifico dalla prassi (libera iniziativa delle imprese) e dalla giurisprudenza. Per la fase giudiziale l’ordinamento austriaco offre agli operatori procedure chiare e snelle sia di risanamento, sotto la supervisione del tribunale, sia di fallimento con liquidazione.

„Si è capito che è necessario favorire la conservazione delle attività e dei valori aziendali rispetto alla loro distruzione, e ciò sia per ragioni economiche sia per gli effetti occupazionali. È auspicabile che le buone intenzioni trovino effettiva realizzazione“, così conclude l’avv. Gerhard Brandstätter, riassumendo i risultati del convegno.

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